Villa Maraini al Commissario Tronca: "abbandonati servizi storici"

Villa Maraini chiama Francesco Paolo Tronca e invita il neonominato Commissario al Comune di Roma a prendere conoscenza delle difficoltà in cui versa il centro antidroghe romano fondato nel 1976 dal medico Massimo Barra da quando oltre due anni fa il Campidoglio ha interrotto senza motivazioni una lunga collaborazione sempre svolta con reciproca soddisfazione a favore della cittadinanza.

"Roma non può continuare ad ignorare tale situazione di completo abbandono di servizi storici che hanno contribuito per decenni alla umanizzazione di questa città rafforzandone lo spirito di solidarietà", ha scritto fra l'altro il presidente della Fondazione Villa Maraini onlus, Gabriele Mori, in una lettera inviata oggi al Commissario Tronca in cui viene ricordato come già ieri la Fondazione si è rivolta anche "al Sub Commissario Vaccaro affinché si possa riattivare un produttivo rapporto tra le istituzioni pubbliche romane e Villa Maraini".

Questo il testo della lettera a firma di Mori:

Egregio Commissario di Roma,

sottopongo alla Sua cortese attenzione la difficile situazione di Villa Maraini, lo storico centro antidroga romano di via Ramazzini fondato nel 1976 da Massimo Barra.

La struttura garantisce una molteplicità di servizi che ogni giorno supportano circa 500 persone tossicodipendenti.

Nonostante questo impegno che si snoda ogni giorno e garantisce l'apertura dell'Emergenza 24 ore su 24 e la permanenza dei servizi per tutto l'arco dell'anno, il Comune di Roma non finanzia più dal febbraio 2014 due servizi essenziali come il Centro Diurno e il Centro Notturno a bassa soglia per i cittadini tossicodipendenti e alcool dipendenti con gravi situazioni psicofisiche e sociali.

A maggio 2012, sempre il Comune di Roma, ha cessato di finanziare "il Telefono in Aiuto" che era entrato in funzione nel 1985 trasformandosi nel tempo per rispondere alle nuove esigenze che il complesso mondo delle dipendenze richiedeva.

La Fondazione Villa Maraini, con grandi sacrifici, ha continuato ad accogliere le persone in difficoltà attraverso lo sforzo degli operatori e l'aiuto delle famiglie ad esse vicine.

Ritengo che Roma non può continuare ad ignorare tale situazione di completo abbandono di servizi storici che hanno contribuito per decenni alla umanizzazione di questa città rafforzandone lo spirito di solidarietà.

A tal fine ci siamo rivolti al Sub Commissario Vaccaro affinché si possa riattivare un produttivo rapporto tra le istituzioni pubbliche romane e Villa Maraini.

Confidando nella Sua sensibilità, le invio auguri vivissimi di buon lavoro e la invito, compatibilmente con i suoi gravosi impegni, a visitare la nostra sede per condividere l'impegno di tanti nostri operatori al servizio del difficile mondo delle tossicodipendenze.

Rimango in attesa di Sue notizie e invio cordiali saluti,

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