Villa Maraini: l'ACT in disarmo blocca 1,5 mln di euro

Disastro nel disastro: nel marasma generale in cui si dibatte Roma commissariata si segnala il caso dei circa 35.000 drogati della capitale che, già colpiti dai famigerati tagli lineari alla spesa sociale, si vedono ora privati di un fondo di 1,5 milioni di euro a loro destinati dalla Regione Lazio ma rimasti incagliati, come denuncia il Centro Antidroghe Villa Maraini, nelle secche di un'amministrazione inerte e indifferente.

La vicenda trae origine dal naufragio dell'Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze (ACT), l'ente cui vanno assegnati i fondi (sempre più ridotti) destinati dalla Regione alla lotta contro il disagio giovanile e a favore dei tossicodipendenti che nella sola Roma sono appunto 35.000, secondo stime di Villa Maraini. Istituita dal Comune nel 1998, l'ACT dopo varie vicissitudini è però rimasta oggi senza un responsabile e non è quindi in grado di compiere quegli atti, come il varo di bandi, che consentirebbero di sbloccare i fondi avuti in dotazione.

Con l'ACT di fatto in disarmo una soluzione, dicono al Centro di Via Ramazzini fondato da Massimo Barra nel 1976, consisterebbe nel riportare l'Agenzia nell'alveo comunale, come del resto previsto da una delibera già predisposta ma da tempo in attesa di firma. In alternativa il Commissario Francesco Paolo Tronca potrebbe nominare un nuovo commissario per l'ACT in sostituzione di quello che si è dimesso. Ma la carica è onorifica.

Si spera che il nodo venga presto sciolto a dimostrazione che, nonostante le apparenze, il comportamento dell'ente non ricada sotto la famosa Terza Legge del professor Cipolla la quale, con alcune modifica, recita: "una amministrazione stupida è quella che causa un danno ad una persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita".

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