Centro di prima accoglienza

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- Dati Centro di Prima Accoglienza – 2009
- Dati Centro di Prima Accoglienza – 2010
- Dati Centro di Prima Accoglienza – 2011
- Dati Centro di Prima Accoglienza – 2012
- Dati Centro di Prima Accoglienza – 2013 (primo semestre)
- Dati Centro di Prima Accoglienza – 2014

Il Centro di Prima Accoglienza nasce nel 1976 con l’obiettivo di fornire una risposta immediata alle persone tossicodipendenti che vi si rivolgono, ponendosi come primo punto di contatto e di incontro. Esso ha costituito il gradino iniziale di quel percorso terapeutico che Villa Maraini ha costruito negli anni aprendo via via altri servizi , ma rappresenta in sé un contesto dove è possibile iniziare un cambiamento. L’equipe attuale, caratterizzata da grande passione ed esperienza nel settore, è composta dal responsabile (Giancarlo Rodoquino), uno psicologo e sei operatori sociali, e si avvale anche della collaborazione di psicologi tirocinanti e volontari. ll Centro di Prima Accoglienza (CPA) racchiude al suo interno vari livelli di intervento, con differenti obiettivi terapeutici e relative fasi di lavoro.
 
E’ infatti un servizio di primo contatto in cui il rapporto, telefonico e/o personale, è caratterizzato da immediatezza e specificità, con un richiedente che espone il proprio problema ed un operatore che lo accoglie, rimandando indicazioni pratiche ed adeguate. Le richieste che giungono al CPA sono varie quanto le necessità della sua utenza, e spaziano dal desiderio di frequentare quotidianamente il Centro al bisogno di trovare una struttura più specializzata (programmi terapeutici strutturati), ma comprendono anche consulenze e sostegno durante il percorso di disintossicazione. Il CPA, dunque, è un servizio a bassa soglia, in quanto il suo principale obiettivo è quello di accogliere gli utenti e “ridurre il danno” da essi vissuto sotto vari punti di vista, avendo cura di far passare il minor tempo possibile fra la domanda dell’utente e la risposta del servizio. A questo livello l’accoglienza offerta non è necessariamente legata alla completa disintossicazione dalle sostanze, bensì alla possibilità di ridurre la frequenza di assunzione delle stesse, o all’opportunità di coprire bisogni primari quali il poter usufruire di una doccia e di un pasto caldo.
 
Il CPA è un servizio di pronto intervento al quale afferiscono sia utenti che nel corso della loro tossicomania si sono già rivolti più volte ai servizi per le tossicodipendenze e non hanno ancora maturato le motivazioni a intraprendere un cambiamento, sia utenti che non hanno trovato risposte adeguate alle proprie richieste. In questi termini il servizio è pronto ad accogliere l’utente al fine di soddisfarne le esigenze del momento, e il lavoro terapeutico parte proprio dai bisogni, per costruire un rapporto di fiducia e conoscenza che possa rappresentare una base per un eventuale rapporto continuativo nel caso in cui il paziente dovesse decidere di intraprendere un percorso terapeutico strutturato, al quale viene accompagnato e orientato, ma anche nel caso in cui questa esigenza non dovesse manifestarsi. Il servizio nasce, infatti, con l’obiettivo di fornire una risposta immediata ed un sostegno anche ai tossicodipendenti attivi, dando loro un’alternativa ai deleteri ed alienanti circuiti di emarginazione dove sono abitualmente inseriti.
 
Oltre alla risposta riguardante la soluzione di problemi pratici, come la possibilità di mangiare o di poter usufruire delle docce, gli utenti ricevono da parte dell’équipe una risposta di fondamentale importanza, che è proprio quella di un’accoglienza pronta e priva di pregiudizi. Al di là delle condizioni in cui giunge al CPA, l’utente troverà un operatore disposto ad ascoltarlo ed a sostenerlo nel tentativo di risolvere le difficoltà che sta affrontando, anche se solo circoscritte al momento. La possibilità di ricevere un ascolto empatico ed attento è di per sé migliorativa della qualità della vita degli utenti, e costituisce un presupposto positivo su cui è possibile iniziare un lavoro.
 
Il tossicodipendente, normalmente allontanato e guardato con sospetto in vari contesti esterni, può sperimentare l’esperienza di sentirsi ‘visto’ ed accolto all’interno del Servizio. Importante è anche l’aspetto della condivisione dei compiti e del rispetto delle regole, che all’interno del CPA rivestono un ruolo centrale ma non rigido, riproponendo principi chiave nella vita quotidiana, come il rispetto dei luoghi e delle persone, l’assunzione delle proprie responsabilità, lo svolgimento di compiti sia individuali che condivisi. Gli utenti che frequentano il servizio partecipano a gruppi semi-strutturati a giorni alterni, finalizzati alla condivisione sia di contenuti di ordine pratico per migliorare la gestione delle attività che di vari temi ritenuti importanti e cruciali in quel preciso momento.
 
Concettualmente, la regola ispiratrice è quella, innovativa e pionieristica, per la quale deve essere il Servizio ad adattarsi all’utenza e non viceversa, tendendo una mano solida per poter favorire un percorso che porti con sé frutti di genuina trasformazione. Di fondamentale importanza è il lavoro d’équipe ed il coordinamento e confronto fra i vari servizi della Fondazione, in cui è presente la condivisione e l’accordo sul percorso terapeutico costruito su ogni persona, in modo tale che si crei una sinergia capace di portarlo avanti su più fronti. Nel corso degli anni il servizio ha dovuto fronteggiare ed accogliere via via nuove tipologie di utenza, non più rappresentata dal classico consumatore di eroina ma da un soggetto poli-abusatore, per il quale l’alcool e le nuove droghe sintetiche sono il problema d’abuso dominante.
 
Questo cambiamento dell’utenza ha portato necessariamente ad un adattamento delle modalità di intervento, ed il servizio si è sviluppato concentrandosi in maniera ancor più spiccata sulla costruzione di percorsi individualizzati. sito1056 Dal giugno 2009 il C.P.A. si è arricchito, svolgendo una ulteriore e nuova funzione attraverso la creazione – in fase sperimentale - dell’Unità Itinerante, per armonizzare e potenziare gli interventi del C.P.A. e Unità di Strada (U.d.S), allargando le possibilità di contatto e aggancio con il tossicodipendente.
 
L’intervento viene effettuato recandosi direttamente nei luoghi più frequentati, dove si fornisce non solo assistenza ed informazione al tossicodipendente, ma anche un sostegno informativo agli abitanti del quartiere, spesso spettatori digiuni rispetto al tema “tossicodipendenza”. Il servizio, al momento, opera principalmente nelle zone di Ponte Mammolo, Magliana e Corviale; le prospettive future sono di raggiungere ancora altre zone prendendo molto in considerazione i consigli degli utenti . Il numero dedicato è il 06.65.75.30.56 attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 21, sabato dalle ore 9 alle ore 15, chiuso domenica e festivi.

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