Unità di prevenzione

Responsabile: Paolo Carminati, psicologo psicoterapeuta

Per richiedere interventi: inviare un fax al 06-65753089 o una mail

Mail del responsabile: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


Non ci credevo, ma volevo sapere …
Volevo sapere, ma nessuno mi ha detto…
Nessuno mi ha detto, ma qualcuno mi ha dato…
Qualcuno mi ha dato, qualcosa che ho chiesto…
Allora ho iniziato.
Ho aperto un sipario: Non c’erano attori.
Ero solo e ho perso me stesso.
(Studente anonimo)

Descrizione del servizio e delle sue attività

Da molti anni la nostra Fondazione ha istituito questa "Unità di Prevenzione" che nel corso degli anni ha partecipato a diversi progetti promossi dalla Provincia di Roma, dall'Assessorato ai Servizi Sociali dall'Agenzia Capitolina per le Tossicodipendenze, e da vari Municipi di Roma.

Lo scopo dell' "Unità" è di fare prevenzione, diffondendo soprattutto fra giovani, genitori, insegnanti ed educatori, una maggiore consapevolezza sui rischi connessi all'uso di quelle sostanze illegali e legali (alcol e nicotina), che minano la salute, in particolare del cervello: le droghe. Ci proponiamo anche di prevenire i rapporti sessuali non protetti ed altri comportamenti che possono condurre alla dipendenza, come ad esempio il gioco d'azzardo o l'uso smodato del computer e di internet.

La maggior parte delle attività si svolgono all'esterno della Fondazione, negli Istituti scolastici ed in tutti quei centri di aggregazione giovanile che chiedono il nostro intervento. Non solo nelle scuole quindi, ma anche nelle sedi di associazioni culturali, sportive, gruppi scout, parrocchie ecc.

Uno psicologo psicoterapeuta conduce gli incontri, coadiuvato da altri operatori. Con una modalità e un linguaggio che si adattano sempre all'età e al livello culturale dei destinatari, cerchiamo sempre il coinvolgimento attivo, il confronto e il dialogo con chi ci ascolta. Per questo motivo e per evitare che il nostro intervento assomigli ad una lezione preferiamo gruppi non molto numerosi, che non superino le 30 unità. Durante tutti gli incontri le domande sono sempre numerose, a volte qualcuno ci chiede come aiutare un amico, un genitore, un parente.

Quando operiamo in contesti non scolastici le modalità dell'intervento possono essere diverse, per adattarsi alle differenti esigenze: formazione di peer education, gruppi di discussione, dibattiti, tavole rotonde, lezioni, conferenze, ricerche, progetti, ecc.

Nelle scuole noi proponiamo un modulo standard composto di 4 incontri di due ore ciascuno per uno stesso gruppo di ragazzi, ma questo modulo può essere modificato per adattarsi alle diverse esigenze, può essere ridotto od ampliato con incontri destinati ad insegnanti e genitori.

Nel modulo standard i primi tre incontri sono tematici. I primi due sono dedicati alle sostanze ed ai comportamenti a rischio di dipendenza. Il terzo è dedicato ai comportamenti sessuali sicuri per la salute.

Si articolano così: dopo una breve parte informativa iniziale, si proietta un video sull'argomento. Quando possibile, ex tossicodipendenti preferibilmente giovani, oggi operatori sociali ed alcolisti che non bevono più da lungo tempo, raccontano che cosa ha rappresentato la sostanza nella loro vita: come hanno iniziato, come si sono ritrovati dipendenti senza rendersene conto, le conseguenze sulla salute, sulla famiglia, sul lavoro, come hanno chiesto aiuto e come sia stato difficile smettere.

Il quarto incontro è diverso dai tre precedenti. Fin dalla prima volta i partecipanti sono stimolati a prendere spunti per realizzare un'invenzione espressiva individuale da presentare al termine. In questa attività creativa è indispensabile la collaborazione attiva degli insegnanti. Questa invenzione libera, può essere una poesia, una frase di prevenzione, un poster, un manifesto, una canzone, un video, ecc.

In questa occasione ogni studente a turno presenta ciò che ha inventato ai compagni di classe, che poi eleggeranno per alzata di mano i lavori giudicati migliori.

Metodologia

Come si vede, nei nostri interventi puntiamo molto sul coinvolgimento attivo dei partecipanti. Questi interventi si propongono di agire su differenti livelli della personalità: su quello cognitivo dell’informazione partecipata; sul livello affettivo del coinvolgimento emotivo, su quello propositivo della creatività e su quello della competizione.

Ci ispiriamo quindi a diverse metodologie:

La metodologia dell’informazione scientifica corretta. Comunichiamo informazioni scientifiche e sui rischi connessi dicendo sempre la verità, evitando enfasi paternalistiche, pedagogiche o terroristiche.

La metodologia della peer education. Nel quarto incontro, con la presentazione del proprio lavoro, ogni partecipante trasmette il proprio messaggio di prevenzione ai pari; lo trasmette nel loro linguaggio e con le loro emozioni. Come è emerso da studi recenti, la trasmissione peer to peer risulta essere più efficace di quella trasmessa dall’alto di una cattedra. Noi cerchiamo sempre di evitare che gli incontri assomiglino a delle lezioni.

La metodologia della creatività competitiva Nel limite del possibile cerchiamo di coinvolgere con un ruolo attivo chi ci ascolta in percorsi di riflessione. Chiediamo per es. “A un amico che si sballa e che tu vorresti aiutare cosa diresti ?... Cosa faresti?” in modo che ognuno si senta più protagonista che spettatore. Nell’invenzione personale libera si attiva la fantasia e la creatività. Ognuno, elaborando i messaggi ricevuti, li adatta inconsciamente alla propria situazione rendendoli più efficaci per sé. Lo stimolo a competere e a vincere, così vivo negli adolescenti, viene attivato nell’impegno a realizzare il lavoro vincente.

La metodologia della identificazione Con la partecipazione affettiva ed empatica alle testimonianze personali si attivano forti emozioni di partecipazione e di identificazione. Per un adolescente è un evento straordinario che dalla stessa cattedra dalla quale è abituato ad ascoltare lezioni, un adulto si confidi mettendo in discussione la propria vita. Passati gli anni, molti avranno dimenticato la parte più informativa dei nostri interventi, molti avranno dimenticato la parte creativa, ma sicuramente pochi avranno dimenticato il momento delle testimonianze. Il canale dell’emozione e dell’affettività lascia le tracce più profonde ed è il più efficace e duraturo. 

Il vecchio e il nuovo

Il mondo di chi fugge dalla realtà è in continua evoluzione.

Ci sono sostanze vecchie e nuove, che spesso sono le vecchie con nomi nuovi. Poi ci sono quelle veramente nuove, soprattutto nel campo delle anfetamine e delle droghe esotiche comparse con i migranti, o spacciate in internet. Il continuo apparire di nuove molecole diverse negli effetti e nei danni, rende difficile prevenire, curare ed anche rimanerne aggiornati.

Di nuovo c’è la tipologia dei consumatori e dei contesti. Molti, anche giovanissimi, identificano il concetto di “divertimento” con lo sballo, cercano di fuggire dalla realtà e annullano la percezione di sé in modi diversi: chi usando droghe, chi abusando di alcol, chi lasciandosi stregare da internet o dal gioco. Così molti ragazzi “normali”, che durante la settimana studiano o lavorano, si riuniscono il sabato sera per “divertirsi” e lo fanno stordendosi usando sostanze varie. Molti lo fanno in modo acritico, semplicemente perché lo fanno gli altri, per sentirsi parte del gruppo.

Si comportano pericolosamente senza consapevolezza, per superficialità o per ignoranza. Non si considerano dipendenti e in molti casi non lo sono. Il grave rischio di diventarlo e di compromettere salute e cervello non viene preso in considerazione: si sentono invulnerabili ed immortali.

Una sottovalutazione generalizzata del pericolo riguarda anche i comportamenti sessuali. Pochi giovani si difendono dal rischio di contagio. Anche se, grazie alle nuove terapie, si muore meno di AIDS, sono moltissimi i nuovi casi di trasmissione di malattie per via eterosessuale, soprattutto fra chi ha meno di 20 anni.

Di nuovo c’è l’abuso esponenziale dell’alcol. Molti giovani in età sempre più precoce bevono abitualmente troppo senza alcuna consapevolezza. Dalle domande che ci vengono rivolte non solo dagli studenti, ma anche da insegnanti e genitori, ci accorgiamo che su questo argomento c’è poca consapevolezza.

Nei nostri interventi ci occupiamo anche delle nuove forme di dipendenza.

La diffusione di ogni tipo di gioco viene stimolata senza alcuna censura con tutti i canali mediatici possibili. Così accade che c’e un numero enorme rispetto al passato dei giocatori d’azzardo patologici molti dei quali minorenni. Nella quotidianità sempre più informatizzata, per qualcuno il mondo virtuale si rivela molto più gratificante di quello reale. Così ci sono ragazzi che trascurando studio. sport ed amici, rimangono incollati al videogioco per ore ed ore e ne rimangono talmente sedotti da non riuscire a staccarsene. Altri insoddisfatti dalla loro personalità ritenuta inadeguata, la rinnegano per riconoscersi in quella del personaggio illusorio creato nel gioco.

Questi vecchi e nuovi modi per evadere dalla realtà con sostanze o con comportamenti, possono rivelarsi delle vere e proprie trappole, diverse fra loro, ma che portano tutte al fallimento del proprio progetto di vita, alla solitudine, alla sofferenza, mai alla felicità. Con questa “Unità di prevenzione” cerchiamo di aiutare i giovani a non cascarci dentro. 

Da quando è stata creata, l'Unità di prevenzione ha operato in questi contesti:
Associazione Culturale La Maieutica Roma - Componente Volontaria Pionieri Croce Rossa Italiana - Carcere minorile Casal del Marmo Roma - Scuola d'Arte Roma 1° Roma - Scuola Svizzera Roma - Gruppo scout AGESCI Roma 147 - Gruppo scout CNGEI Corpo Naz Giovani Esploratori - Scuola Media Petrassi Roma - Scuola Media Nitti Roma - Scuola Media Saxa Rubra Roma - Scuola Media Manzoni Roma - Scuola Media Einstein Roma - Scuola Media Settembrini Roma - Scuola Media L.go Oriani Roma - Scuola Media Via Bezzi Roma - Scuola Media Belli Roma - Scuola Media Parco della Vittoria Roma - Scuola Media Via Nitti 61 Roma - Scuola Media Via Bagnera Roma - Liceo Cavour Roma - Liceo Lucrezio Caro Roma - Liceo Ambrosini Roma - Liceo Mameli Roma - Liceo Righi Roma - Liceo Montale Roma - Liceo Spallanzani Tivoli - Ist. Tecnico Comm. Cannizzaro Roma - Ist. Magistrale Vittoria Colonna Roma - Ist. Magistrale Via Maffi Roma - Ist. Tecnico Comm. Armellini Roma - Ist. Tecnico Gioberti Roma - Ist. Prof. Serv. Alberghiero Via Tor Carbone Roma - Ist. Prof. Serv Alberghiero Via Lumbroso Roma - Ist. Tecnico Comm. Garibaldi Roma - Ist. Prof. di Stato Cesi Roma - Ist. Prof. Serv. Alberghiero Morante Roma - Ist. Parificato San Giovanni Bosco Roma - Ist. Stat d'istr Sup. Montessori Roma - Ist. Comprensivo Cardarelli Roma - Ist. Tecnico Comm. Bianchini Terracina - Ist. Tecnico Fermi Terracina - Ist. Comprensivo Leonardo da Vinci S. Felice Circeo.

Valutazione degli interventi

Per noi è fondamentale avere sempre un riscontro di validità su quello che facciamo

Al termine degli interventi sui giovani proponiamo questo questionario anonimo per ottenere alcuni indicatori di efficacia: 

Dalle risposte a quest’ultima domanda risulta che l’argomento droga è scelto da circa i due terzi. Seguono l’alcol e l’HIV in pari misura.

Molti scrivono che il momento di maggior interesse è stato quello della testimonianza.

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