Che cos’è l’alcol?

L’alcool è una sostanza psicoattiva in grado di produrre gratificazione, sedazione, tolleranza, dipendenza fisica e capace di provocare danni alle strutture cerebrali. e ad altri organi di primaria importanza (cuore, fegato, apparato gastroentrico.).
 
Il meccanismo d’azione dell’alcool sul Sistema Nervoso Centrale è molto complesso, e comprende vari effetti:
  • a. inibizione sui recettori per il glutammato, implicati nei processi di apprendimento e memoria e nella comparsa di convulsioni.
  • b. aumento dell’attività dopaminergica e serotoninergica, molecole con effetti gratificanti.
  • c. aumento dell’attività dell’Acido gamma-amino-butirrico (GABA), il principale neurotrasmettitore inibitorio del cervello, in grado di mediare gli effetti ansiolitici e sedativi dell’alcool.
Stadi dell’alcolismo: Sono stati delineati quattro principali stadi nello sviluppo della dipendenza da alcool:
1. la fase pretossicomanica, caratterizzata dall’aumento della tolleranza (ossia il soggetto deve bere sempre di più per ottenere effetti gratificanti);
2. la fase prodromica, in cui compaiono le caratteristiche amnesie da alcool;
3. la fase di stato con perdita del controllo sul comportamento e sull’adattabilità sociale;
4. la fase delle complicanze cliniche, con comparsa delle patologie alcool-correlate.

Quadri clinici:

Intossicazione acuta da alcool: L’alcool deprime il SNC, con segni e sintomi sempre più gravi man mano che la concentrazione nel sangue aumenta: con livelli compresi tra 400 e 500 mg/dl si puù avere comparsa di coma, paralisi dei centri respiratori, morte. Nei casi di intossicazione acuta è possibile avere due quadri limite: euforia con facile irritabilità, tendenza all’aggressione, possibili allucinazioni; in tal caso è opportuno sedare il paziente con ansiolitici (benzodiazepine come il diazepam -Valium- ) eventualmente associati ad antipsicotici (aloperidolo -Serenase- ) per via intramuscolare. Se invece il paziente appare fortemente sedato (sonnolento o con riflessi gravemente alterati, incontinenza urinaria) od addirittura in coma è importante mettere in atto alcune urgenti tecniche di soccorso: controllare se è presente una valida attività respiratoria, e la pervietà delle vie aeree.

Tenere il paziente al caldo (ipotermia dell’alcolista!!!). Somministrare se possibile zuccheri (ipoglicemia dell’alcolista!!!).

E’ fondamentale che a questi interventi di primo soccorso faccia seguito un controllo medico che valuti la necessità di procedure più impegnative (lavanda gastrica, terapia infusionale, etc.).

Sindrome di astinenza

Compare in genere dopo 24 ore dall’ultima assunzione di alcool, con progressiva insorgenza dei classici sintomi (aumento della frequenza cardiaca, irritabilità, tremori, nausea, insonnia.)

Trattamento:

E’ importante che il paziente possa osservare un riposo completo, e che venga orientato verso la realtà, ricordandogli ad esempio l’ora e la data del giorno, la presenza dei familiari etc. La terapia prevede l’utilizzo di benzodiazepine, spesso associate a stabilizzanti di membrana , riequilibratori del tono dell’umore, antidepressivi con effetto sedativo. Un nuovo ed efficace farmaco usato nel trattamento dell’astinenza e nel mantenimento di questa è il gamma-idrossibutirrato (GHB), in grado di ridurne i sintomi e, secondo alcuni Autori, di abbassare sensibilmente il numero di recidive nell’abuso alcoolico. In considerazione della potenziale capacità di indurre dipendenza è un farmaco non adatto per una gestione extra-ambulatoriale.

La terapia protratta multimodale:

Il trattamento medico deve essere prolungato fino alla scomparsa dei sintomi d’astinenza, al fine di raggiungere lo stato “drug-free” necessario per una più approfondita valutazione clinica e psichiatrica del soggetto. Oltre ad un supporto psicologico (esistono molti programmi differenziati), verrà valutata l’opportunità di una terapia farmacologica a lungo termine, che provede l’utilizzo delle seguenti molecole:

Disulfiram (ANTABUSE):

E’ una sostanza che determina in caso di assunzione di alcool sintomi particolarmente sgradevoli (nausea, vomito, dolori toracici, difficoltà alla respirazione), e proprio per tale motivo non è utilizzabile di routine ma solo in pazienti con buona complianza e senza gravi malattie. I più comuni protocolli terapeutici prevedono un trattamento di almeno sei mesi.

Litio:

E’ un farmaco in grado di mantere l’astinenza nell’alcolista disintossicato con anamnesi positiva per disturbi affettivi od atteggiamenti compulsivi nel bere.

GHB:

una volta ottimizzato il dosaggio, tale farmaco ha una buona efficacia nel mantenimento dell’astinenza, purchè i pazienti vengano regolarmente seguiti da personale medico (quotidianamente per i primi 30 giorni). In genere viene iniziata una graduale riduzione del dosaggio a partire dal 4°- 6¼ mese d’astinenza.

Naltrexone:

numerosi studi hanno evidenziato l’efficacia di questa molecola (da tempo utilizzata nel mantenimento dell’astinenza da oppiacei) anche nel mantenimento dello stato d’astinenza in alcolisti, a testimonianza di come il sistema di neuromodulazione degli oppiodi giochi un ruolo anche nel consumo di alcool. Il dosaggio previsto è di 50 mg. al giorno, somministrabile trisettimanalmente, per almeno sei mesi.

La legge

Guidare in stato di “ebbrezza alcolica” può comportare l’arresto fino ad un mese ed una multa da 250,00 € a 1.000,00. La patente può essere ritirata fino a tre mesi o per sei mesi se recidivo.

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