Che cos’è l’ecstasy?

L’ecstasy è chiamata Mdma o 3,4 metilenediossimetilanfetamina, l’Mdma agisce soprattutto sulla serotonina, una sostanza del nostro cervello che interviene sull’umore, sul sonno e sull’appetito. Fa parte di una famiglia di droghe che comprende l’anfetamina e la mescalina. Secondo analisi svolte su pasticche sequestrate, molte di esse non contengono Mdma, alcune contengono Lsd, anfetamina, Mda e ketamina, altre non presentano alcun tipo di droga.
 
L’ecstasy è attualmente diffusa in maniera epidemica soprattutto nelle discoteche. Viene impiegata per sopportare lo stress di una notte a elevato contenuto di decibel e favorire la socializzazione e disinibizione. “Entactogeno” o “empatico”, l’ecstasy promuove atteggiamenti di socievolezza, intimità, letizia, euforia, le sensazioni vengono intensificate, sembra di riuscire a capire meglio gli altri, è come se le barriere sparissero insieme alle inibizioni, ma questi effetti dipendono dal consumo e dalla personalità del soggetto.
 
Terminato l’effetto della sostanza si ha una fase down di astenia e apatia che taluni ricercano come ulteriore forma di piacere, a volte addirittura preferibile a quello della fase maniacale eccitatoria. Le cosiddette “morti del sabato sera” trovano nel consumo di ecstasy e nelle conseguenti alterazioni delle percezioni, una delle principali concause. L’ecstasy si presenta solitamente sotto forma di compresse o capsule colorate, non si sa mai cosa ci sia veramente dentro, in ogni caso sono tutte prodotte in laboratorio.

Quali conseguenze?

Gli effetti dell’ecstasy variano da persona a persona, l’Mdma agisce dopo 20/40 minuti dall’assunzione della compressa e raggiunge il massimo effetto dopo 60/90 minuti.
 
L’ECSTASY AGISCE A LIVELLO:
  • neurochimico
  • psicofarmacologico
  • psicopatologico
  • di funzioni biologiche di base e delle reazioni immunitarie
Dopo l’assunzione di ecstasy i soggetti presentano acutamente un difetto del neurotrasmettitore 5-ht, per deplezione, impossibilità di recupero, difetto di sintesi a livello dei neuroni; sono coinvolte le regioni del cervello della memoria (ippocampo) e del ragionamento (corteccia cerebrale). In queste regioni la perdita di 5-ht si associa ad ischemia ed eventualmente a necrosi ischemiche del tessuto cerebrale. L’effetto neurochimico-vascolare dell’ecstasy è reversibile in alcune ore se non si ripete l’assunzione; nei consumatori cronici le alterazioni neurochimiche appaiono definitive; sperimentalmente l’ecstasy induce la perdita dei neuroni attivando la loro “morte fisiologica” (apoptosi).

Fuori della intossicazione in atto:

nei consumatori leggeri con 1-20 esperienze è presente un difetto di attenzione, riduzione della memoria per nuove informazioni, compromissione della esecuzione di processi complessi, nei test dl apprendimento e di intelligenza generale (calcolo), esagerata impulsività e temerarietà.
 
Nei forti consumatori, oltre 30 e sino a 1000 esperienze, sono presenti gli effetti psicopatologici delle anfetamine (ideazione paranoide, ostilità, ossessività, fobie, ansietà, sonno agitato e alterazioni dell’appetito). In rapporto alla personalità le manifestazioni acute schizoidi si ripetono ad ogni assunzione di Mdma. E’sufficiente una sola dose perché un soggetto predisposto (a sua insaputa) possa andare incontro ad uno dei seguenti incidenti:
  • Ipertermia maligna con rigonfiamento dei muscoli e degenerazione della struttura contrattile dei muscoli scheletrici.
  • Aritmie cardiache
  • Iposodiemia
  • Accidente cerebrale da ischemia
  • Epatite tossica ricorrente che evolve in cirrosi
  • Dissezione acuta dell’aorta e tamponemento cardiaco
  • Manifestazione psicotiche gravi con comportamenti pericolosi
  • Potenziamento tossico dell’alcol e dell’lsd (“flipping”, “candy flipping”) favoriti dalla perdita di 5-ht

Effetti clinici del MDMA

o dosi tipiche 75-150+50-100 varie ore dopo volontari con esperienza precedente di ecstasy: “sensual and emotional hypertonus”, raramente allucinazioni uditivo-visive, euforia, aumentata energia fisica ed emozionale, maggiore sensualità sintomi biologici di anfetamina , trisma, aumento dei riflessi, instabilità dell’andatura; nel 40% difetto di giudizio nei test di “decision -making”; difficoltà al calcolo nel 30% dei casi.
  • dosi di 75-150+50-75 persone in sessione terapeutica con supporto di MDMA “increased closeness or enhanced communication”:”expanded mental perspectives”;” improved intrapsychic communication” disturbi somatici da anfetamina; episodi di panico se preesistenti
  • uso ricreativo “closeness” con gli altri e disturbi somatici da anfetamina, difficoltà a concentrarsi, affaticamento, contrattura della mandibo
  • autoesperienze con MDMA di 20 psichiatri 90% alterata percezione del tempo 85% aumentata capacità di comunicare 80% ridotta difesa verso gli altri 65% ridotta paura 60% ridotto individualismo verso gli altri 50% modificazioni della percezione visiva 50% maggiore rilievo delle emozioni 50% ridotta aggressività; tra il 25 e il 50% : alterazione della parola, diminuita impulsività, e agitazione motoria; nella maggior parte dei soggetti: pigrizia mentale e psichica , riduzione dell’appetito, comparsa di trisma.

Come intervenire?

La potenzialità d’abuso è legata agli effetti euforici. La neurobiologia ha permesso di comprendere in dettaglio gli aspetti legati all’abuso di queste sostanze, ma non esistono trattamenti specifici in caso di sovradosaggio, ricorrendo alle terapie previste per l’abuso di cocaina. Importante (in particolar modo per l’”ecstasy”) è la possibilità di effetti tossici potenzialmente letali, tra i quali aritmie cardiache, rabdomiolisi, ipertermia, collasso cardiovascolare, insufficienza renale, effetti sconosciuti agli abituali assuntori. E’ inoltre descritta una sindrome astinenziale caratterizzata da stato ansioso-depressivo, insonnia, apatia, ed in genere trattata con sertralina e fluoxetina.

La legge

In Italia l’ecstasy è illegale ed è equiparata per legge all’eroina, il possesso per uso personale comporta sanzioni amministrative poichè non è reato. La vendita, l’acquisto ed il possesso per uso non personale sono reati puniti con la reclusione da 8 a 20 anni e la multa da 25.000,00 € a 250.000,00 €.

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