Salute

L’uso di droghe per via iniettiva, oltre a rappresentare direttamente un rischio per la vita del tossicodipendente, in caso di overdose, &egrave anche responsabile della trasmissione di alcune malattie particolarmente gravi, quali le epatiti virali e l’infezione da HIV/AIDS. Alcuni comportamenti ed abitudini di vita che spesso un tossicodipendente mantiene lo mettono a rischio di contrarre altre malattie infettive quali l’endocardite, gli ascessi cutanei e sistemici, alcune malattie a trasmissione sessuale (sifilide, gonorrea), la tubercolosi (TBC).

EPATITE VIRALE

L’Epatite B, trasmessa dal virus B dell’epatite, risulta essere stata contratta da oltre il 50% di soggetti con storia di tossicodipendenza e di questi circa il 10% ne &egrave affetto in forma cronica. La trasmissione avviene, oltre che attraverso il sangue (scambio di siringhe, uso in comune di oggetti taglienti quali rasoi, pettini, forbicine, spazzolini da denti) anche attraverso i rapporti sessuali non protetti e dalla madre al feto durante la gravidanza. Nel 90% dei casi l’epatite B non si manifesta con i sintomi classici quali forte debolezza, urine di colore scuro, febbre, colorazione gialla degli occhi e/o della pelle; questi sintomi sono spesso sfumati o completamente assenti, ma la persona infettata dal virus può rappresentare una fonte di contagio per gli altri finche non produce gli anticorpi neutralizzanti, periodo che può durare anche per alcuni mesi.
 
Per questo sono fondamentali periodici controlli ematochimici. Nella gran parte dei casi l’epatite da virus B guarisce da sola, senza lasciare traccia (rimangono solo gli anticorpi come segno dell’avvenuto contatto con il virus e che proteggono da una nuova infezione), ma talvolta può cronicizzare e sfociare in malattie molto gravi, come la cirrosi epatica o il cancro del fegato. La cura dell’epatite cronica comporta l’uso dell’Interferone, con buoni risultati. Attualmente &egrave in fase avanzata di sperimentazione l’associazione con altri farmaci quali la Lamivudina.

L’Epatite C

Trasmessa dal virus C dell’epatite, &egrave presente in oltre il 60% dei tossicodipendenti ed in circa il 70% di questi decorre in forma cronica più o meno attiva. Per quanto riguarda le modalità di trasmissione la via parenterale gioca ancora il ruolo predominante soprattutto tra i tossicodipendenti, mentre la via sessuale ha un’efficienza 4 volte inferiore nel trasmettere l’epatite C rispetto all’epatite B. La trasmissione dalla madre al feto sembra essere rilevante solo nel caso di coinfezione da HIV. Anche l’epatite da HCV &egrave spesso asintomatica ed in genere viene scoperta tramite esami del sangue fatti per altri motivi.
 
Bisogna comunque ricordare che:
  • 1. se dalle analisi risulta la presenza degli anticorpi contro l’epatite C (HCV Ab) non significa necessariamente malattia attiva; bisogna controllare per almeno sei mesi il valore delle transaminasi (GOT – GPT) ed eseguire gli accertamenti consigliati dallo specialista.
  • 2. L’evoluzione nei casi di epatite cronica attiva &egrave verso la fibrosi, la cirrosi od il cancro del fegato, in un periodo di circa 20-30 anni. L’uso dell’ALCOOL (anche in modeste quantità) peggiora in modo drammatico lo stato della malattia, portando a lesioni, spesso non più curabili, in pochi anni.
  • 3. Attualmente per l’epatite C &egrave prevista una cura con Interferone, farmaco che può dare una discreta percentuale di successo (25%). Sono attualmente disponibili nuovi farmaci da usare in associazione quali la ribavirina egli inibitori delle proteasi.

L’epatite D

Trasmessa dal virus delta, &egrave presente solo in persone portatrici della particella infettante del virus dell’epatite B che si chiama HbsAg. L’HbsAg &egrave presente sia nell’infezione acuta da virus B, finche il soggetto non produce gli anticorpi neutralizzanti, sia durante l’epatite cronica da virus B. Nel primo caso il decorso dell’epatite &egrave quello classico di una epatite acuta che si conclude con l’eliminazione di entrambi i tipi di virus; nel secondo caso, che &egrave il più frequente, si ha un’epatite acuta in corso di epatite cronica che a sua volta cronicizza nel 90% dei casi ed evolve in cirrosi nel 70-80% dei casi.

INFEZIONE DA HIV/AIDS

La sindrome da immunodeficenza acquisita (AIDS) &egrave trasmessa da un virus chiamato HIV. Il contagio avviene attraverso il sangue (scambio di siringhe, trasfusioni), tramite rapporti sessuali non protetti, dalla madre al feto durante la gravidanza e l’allattamento. L’infezione da HIV &egrave presente nei tossicodipendenti i percentuale variabile dal 10% al 30%.L’infezione acuta &egrave spesso asintomatica, mentre in altri casi dà origine ad un quadro simile all’influenza o alla mononucleosi (febbre, debolezza, ingrossamento dei linfonodi). L’HIV determina una progressiva distruzione delle difese immunitarie, esponendo l’organismo all’attacco di altri agenti (batteri, virus, funghi) o alla comparsa di tumori (linfomi, leucemia, sarcoma di Kaposi). Comunque possono passare molti anni (fino a 12!) prima che si manifestino i sintomi dell’infezione da HIV/AIDS, e durante questo periodo il soggetto &egrave fonte di infezione perch&egrave presenta il virus nel sangue nelle secrezioni vaginali e nello sperma Pur non essendo ancora guaribile l’infezione da HIV/AIDS si può attualmente tenere sotto controllo con i numerosi farmaci attualmente a disposizione; la sopravvivenza media dei soggetti infettati dall’HIV &egrave cresciuta notevolmente.
 
La prevenzione rimane fondamentale per il controllo dell’infezione da HIV. E’ quindi necessario rispettare alcune norme igieniche fondamentali:
  • 1. NON scambiare mai le siringhe, ne usare oggetti sporchi di sangue non proprio.
  • 2. USARE SEMPRE (o far usare) il preservativo durante i rapporti occasionali.
  • 3. ESEGUIRE SEMPRE il test per l’HIV se si pensa di aver corso il rischio di infezione. Gli anticorpi compaiono dopo 45 giorni dal contatto con il virus; per sicurezza &egrave bene comunque ripetere il test anche dopo 6 mesi.
  • 4. SE SI HANNO DUBBI, ci si può rivolgere ad uno dei Centri di consulenza della propria città.

Ricorda: ESSERE PRUDENTI NON VUOL DIRE ESSERE STUPIDI!

ASCESSI CUTANEI E FLEBITI

Si verificano spesso nei tossicodipendenti che fanno uso di sostanze per via endovenosa e sono dovuti alla penetrazione di germi attraverso il punto di iniezione o alle sostanze chimiche presenti nel taglio della dose iniettata. Pur essendo sensibili alla terapia antibiotica possono lasciare esiti cicatriziali ed occludere parzialmente o completamente la vena interessata provocando disturbi circolatori locali.

ENDOCARDITE

E’ una malattia infettiva che colpisce il cuore. Nei tossicodipendenti che usano la via di somministrazione endovenosa, i fattori favorenti sono la mancata disinfezione della cute nel punto di iniezione, l’uso di siringhe non sterili, l’uso di acqua corrente e la contaminazione della “dose” e delle sostanze da taglio. Sulla nostra pelle vivono generalmente batteri in armonia con il nostro organismo, ma se questi vengono trasportati nel torrente circolatorio, che &egrave rigorosamente sterile, possono fermarsi a livello del cuore, impiantarsi nel suo tessuto, in particolare sulle valvole cardiache, e dare origine addirittura a delle vegetazioni che ostacolano il flusso sanguigno, possono frammentarsi e dare origine ad emboli trasportando così l’infezione, sotto forma di ascessi, anche in organi delicati quali il cervello. Stessa cosa può essere determinata dai batteri o da sostanze chimiche presenti nella dose e nelle sostanze da taglio. Spesso le endocarditi dei tossicodipendenti, che colpiscono la parte sinistra del cuore, sono insensibili alla terapia antibiotica e richiedono la sostituzione valvolare. Anche in questo caso l’arma migliore &egrave la prevenzione e quindi l’uso di siringhe sterili, di acqua distillata, e la disinfezione della cute nel punto di iniezione.

TUBERCOLOSI (TBC)

E’ un’infezione batterica caratterizzata dalla formazione di granulomi nei tessuti infetti, con classica localizzazione nei polmoni, ma possibilità di diffusione agli altri organi. Negli ultimi anni si &egrave assistito ad un aumento dei casi di TBC, spesso in associazione con l’infezione da HIV. Oltre il 4% dei malati di AIDS &egrave affetto da tubercolosi e l’11% circa dei malati di tubercolosi &egrave IV positivo, percentuale che sale al 50% nella popolazione dei paesi in via di sviluppo. Il 25% dei casi di TBC, nei paesi industrializzati &egrave segnalato tra gli immigrati, che si ammalano a causa delle scarse condizioni igieniche in cui spesso sono costretti a vivere. La trasmissione avviene prevalentemente per via aerea, tramite le goccioline di saliva: sono però necessari giorni di stretto contatto perch&egrave la malattia possa trasmettersi. Generalmente la tubercolosi si manifesta con febbricola, tosse secca, forte debolezza, dimagrimento. Se non trattata, la TBC ha una mortalità del 60%; la terapia antitubercolare (con più antibiotici) permette la guarigione nel 95% dei pazienti, con negatività all’espettorato dopo solo 2 settimane dall’inizio della terapia stessa (ossia, il malato non &egrave più in grado di infettare!).

SIFILIDE

La sifilide &egrave una malattia infettiva contagiosa, a trasmissione sessuale, ad evoluzione cronica, caratterizzata da differenti stadi. approssimativamente risultano infettati circa il 50% dei contatti sessuali di un paziente affetto da sifilide primaria. Dopo un periodo di incubazione che dura in media 20 giorni (ma può superare i 90) compaiono sui genitali ulcere non dolenti (sifilomi), caratteristiche del periodo primario, che scompaiono da sole dopo 3-6 settimane. Il periodo secondario &egrave caratterizzato da eruzioni della cute e delle mucose; sono presenti, inoltre, debolezza, febbre, perdita di peso. Poi subentra la “sifilide latente” che può durare tutta la vita o evolvere nello stadio terziario, caratterizzato dalla presenza di lesioni, chiamate “gomme”, disseminate in tutti gli organi (cervello, cuore, fegato, etc). La diagnosi precoce e la terapia permettono la guarigione ed impediscono l’evoluzione nei diversi stadi.

GONORREA

Detta anche blenorragia, é una tra le più frequenti malattie a trasmissione sessuale. Si manifesta, dopo circa 5-7 giorni dal contatto sessuale con un partner infetto, in maniera diversa nell’uomo e nella donna. Nell’uomo si presenta più spesso come un’uretrite, ma può localizzarsi anche a livello anale (proctite) soprattutto negli omosessuali. Nella donna l’infezione si localizza in vari organi e può dare origine a uretriti, cerviciti, bartoliniti che possono evolvere in forma cronica con gravi complicanze quali la sterilità o li’nfezione del feto al momento del parto. La terapia &egrave a base di antibiotici.

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