Terminata la missione in Kenya di esperti di Villa Maraini per dare seguito al progetto finanziato dalla Croce Rossa Italiana e realizzato in collaborazione con la Croce Rossa ed il Governo keniota: costruire e rendere operativo un centro antidroga nell’isola di Lamu, con l’ambizione di farlo diventare il più importante centro di riabilitazione dalla tossicodipendenza del centro Africa.

Una nostra delegazione, formata dagli operatori sociali Giancarlo Rodoquino e Julius Okorocha, giunti per primi in Kenya e rimasti per un mese, seguiti poi dagli psicologi Vincenzo Palmieri e Laura Rosi e dal medico infettivologo Elisabetta Teti, hanno formato tutto il personale della struttura interagendo anche con la popolazione locale.

Questa è la prosecuzione della formazione iniziata con un training, tenuto lo scorso ottobre a Villa Maraini, sia per alcuni membri del Governo keniota che per la Società Nazionale di Croce Rossa del paese africano.

Primo step della missione, durato una settimana, ha visto gli operatori sociali di Villa Maraini, prendere i primi contatti con l’esterno della struttura. Essendo esperti nel trattare in strada il tossicodipendente, hanno potuto constatare la situazione facendo una ricognizione sulle tipologie di sostanze usate e l’ampiezza del problema, riuscendo anche a farsi condurre nelle carceri della zona, dove sono detenuti molti tossicodipendenti.

 

Fondamentale si è rivelato il lavoro dei delegati in Africa della Croce Rossa Italiana, che hanno supportato l’azione della nostra delegazione e favorito il rapporto con i colleghi della Croce Rossa keniota.

Con l’arrivo del resto dell’equipe, è partita la settimana di formazione teorica del personale del centro antidroga, per spiegare come avvicinare e trattare il tossicodipendente, utilizzando quei protocolli d’azione, che sono stati affinati negli oltre 40 anni di lavoro a Roma, su oltre 40.000 tossicodipendenti. Villa Maraini oggi dispone di 12 servizi tutti costruiti al fine di migliorare l’offerta di cura per l’utente afflitto da dipendenza. Tutto questo però si è sviluppato negli anni, per cui dopo aver presentato nel dettaglio tutti i servizi offerti all’utente, si è passati praticamente a suggerire una possibile organizzazione della struttura di Lamu:

1- suddivisione in servizi iniziando da quelli base, come l’unità di strada, il drop-in center, l’ambulatorio, assegnando anche i ruoli dei responsabili di ogni servizio, per coordinare al meglio il lavoro del personale in formazione.

2- creare schede dell’utente, dove poter rintracciare informazioni sul tipo di sostanza utilizzata, quantitativi, stato di salute ecc.

3- spiegare i protocolli medici per la distribuzione del metadone, fondamentale per stabilizzare il paziente e contrastare l’astinenza da oppiacei.

4- convocare tutti i capi dei villaggi limitrofi, per portarli a conoscenza della presenza del centro e delle modalità di accesso, al fine di curare più persone possibili.

5- prendere contatti con i direttori dei carceri e dell’ospedale locale per capire come stipulare protocolli d’intesa per implementare l’azione di cura.

Ultimo step, della durata di due settimane, è stato studiato e realizzato per mettere in pratica con simulate, gli interventi sul campo del personale formato, sotto stretto controllo dei nostri esperti operatori. Infatti lo scopo principale della missione era quello di contattare il tossicodipendente e anche, come richiesto dal Governo keniota, di assistere la popolazione generale utilizzando il centro anche come ambulatorio medico di zona.

Così la prima tappa è stata nei villaggi limitrofi, dove si è scoperto che l’80% della popolazione è affetta da dipendenza da alcol, prodotto sul posto, mettendo a fermentare piante locali, come naturali sono le sostanze eccitanti consumate da un’altra ampia fetta di persone, che non possono permettersi di comprare alcol e droghe, presenti sul mercato. Rilevante il fatto che molti fossero informati su l’HIV, anche se è scarso il ricorso alle cure sia per questa importante patologia, che per quelle più semplici che affliggono normalmente la popolazione. Risultato negativo è stato scoprire in uno dei villaggi visitati, due bambini orfani di madre, morta di AIDS in assenza di cure adeguate.

Nelle strade invece, dove avviene il consumo, si è riscontrata una situazione molto più pesante. Non si rispettano le regole base della Riduzione del Danno, infatti uno dei tossicodipendenti incontrati, ha comunicato di essere siero positivo, a causa della mancanza di siringhe sterili necessarie al consumo, che lo hanno indotto a raccogliere quelle sporche, usate da altri. Inoltre molta è stata la diffidenza, che gli operatori di Villa Maraini, hanno dovuto superare nell’approccio con l’utente, in quanto prevenuti nei confronti di chi rappresenta quelle ONG, che hanno fatto molte promesse, poi non mantenute.

 

Un dato interessante è che, per procurarsi i soldi per l’acquisto di droga, non si facciano solo furti o rapine, bensì anche assistenza al turista: facchinaggio in strada e pesca di crostacei venduti ai ristoranti locali, che soddisfano la richiesta dei vacanzieri. Il suggerimento dato dai nostri operatori, è stato quello di far utilizzare zaini al personale dell’unità di strada, per il trasporto e consegna di siringhe sterili e quanto altro utile a limitare il danno da consumo di sostanze.

Più complessa la situazione nelle carceri, dove si è riscontrata la disponibilità dei direttori a collaborare, perché gli stessi hanno segnalato, che molti dei tossicodipendenti rimangono in prigione per anni, solamente perché impossibilitati a pagarsi un legale. Per di più si è riscontrato un problema di alcolismo tra le guardie carcerarie. Da ciò si evince l’importanza della collaborazione con il centro antidroga di Lamu.

Ultima tappa l’Ospedale governativo, dove si sta per aprire un ambulatorio per la distribuzione del metadone. L’accordo suggerito dai nostri esperti è stato quello pratico, di creare un’area dedicata al servizio, distaccata dall’ingresso principale dell’ospedale. Questo per contenere il possibile afflusso di utenti, ma soprattutto, vista la disponibilità di un medico che si occuperà di questo nuovo servizio, di stabilizzare in una prima fase il paziente con il metadone, per poi inviarlo al centro di Lamu per la terapia completa.

Concludiamo con una nota positiva, che spiega come l’azione in strada sia fondamentale: Oggey, il tossicodipendente diffidente incontrato in strada dai nostri operatori e che aveva raccontato di essere sieropositivo, ha seguito il consiglio dei nostri operatori ricoverandosi nell’Ospedale Governativo. In precedenza all’ospedale di Nairobi era stato ricoverato e stordito di psicofarmaci per “curare” la sua patologia, ovviamente con pessimi risultati. Ora Oggey è trattato con metadone e verrà avviato al centro di Lamu, dove avrà l’opportunità di superare la sua dipendenza.

Stefano Spada

COMMUNICATION, PRESS OFFICE AND SOCIAL MEDIA MANAGER

FONDAZIONE VILLA MARAINI ONLUS