Villa Maraini ha partecipato alla alla 69ª sessione della UN Commission on Narcotic Drugs (CND), 9–13 Marzo,  come membro della RCRC Partnership on Substance Abuse in rappresentanza della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (FICR), insieme alla rete europea ERNA, posizionando il network internazionale quale attore umanitario rilevante nel dibattito globale sulle politiche sulle droghe.

Gli obiettivi principali della missione sono stati:

  • Rafforzare il posizionamento della FICR nel settore della Humanitarian Drug Policy
  • Promuovere il Rome Consensus 2.0 come visione e piattaforma operativa globale
  • Consolidare partnership istituzionali e con la società civile
  • Favorire il dialogo tra  policy-maker e gli attori che si occupano dell’implementazione sul campo

I risultati della missione sono stati:

Posizionamento strategico e visibilità

  • La RCRC Partnership on Substance Abuse ha rafforzato la propria visibilità attraverso l’organizzazione di un proprio side event e la partecipazione ai  panel di altri 4 convegni ufficiali, e all’organizzazione di uno stand espositivo che ha facilitato il networking e la visibilità delle nostre attività, in un contesto con oltre 2.000 delegati tra Stati Membri, organizzazioni internazionali e società civile.
  • ERNA (European Red Cross and Red Crescent Network on HIV, TB, Hepatitis, and Substance Use) ha portato per la prima volta la propria voce umanitaria a Vienna, contribuendo ai dibattiti, rafforzando le partnership istituzionali e promuovendo soluzioni pratiche alle sfide sanitarie legate alle droghe e IST in Europa e Asia Centrale.
  • Il Rome Consensus 2.0 ha consolidato il proprio ruolo come iniziativa internazionale di riferimento di strategie umanitarie pragmatiche nel settore.

Rafforzamento istituzionale

  • Per la prima volta, un Presidente di Società Nazionale, Antonios Avgerinos (Croce Rossa Ellenica), ha preso parte alla CND, rafforzando la presenza politica del Movimento sul tema.
  • La Grecia ha espresso apertura a sostenere formalmente il Manifesto del Rome Consensus 2.0, configurandosi come potenziale primo governo aderente.

Si è svolto poi un Evento ufficiale FICR:

L’evento ufficiale FICR: “Strategic Alliances: Connecting Civil Society Organizations, Public Authorities, and the Red Cross/Red Crescent to implement humanitarian drug policy” ha posto l’attenzione su una sfida globale cruciale: il divario tra gli impegni politici internazionali e la reale implementazione.

Organizzato e moderato da Mauro Patti, Presidente di ERNA, introdotto da Gabriela Poller-Harting, Osservatrice Permanente FICR presso le Nazioni Unite a Vienna, e concluso da Massimo Barra, Presidente del Red Cross Red Crescent Partnership on Substance Abuse, il dibattito ha riunito rappresentanti di governo (Grecia), l’Ufficio ONU sulle Droghe (UNODC) e società civile per mostrare come tradurre politiche ed evidenze in risposte pragmatiche nelle comunità locali.

Un messaggio chiave emerso dalla discussione è che, sebbene le politiche globali sulle droghe si siano sempre più orientate verso approcci centrati sulla salute, l’accesso alle cure resta insufficiente. Come evidenziato durante la sessione dal Ehab Salah (UNODC), circa 9,2 milioni di persone nel mondo con disturbi da uso di sostanze rimangono senza trattamento, riflettendo un fallimento non della conoscenza del fenomeno, ma dell’applicazione delle buone prassi già scritte e diffuse.

Mauro Patti ha sintetizzato chiaramente questo divario: “non soffriamo di una mancanza di dichiarazioni. Non mancano le evidenze scientifiche. Soffriamo di una mancanza di cooperazione strutturata tra i fornitori di servizi, oltre che di risorse assolutamente insufficienti per sostenere programmi terapeutici adeguati agli standard ONU sulle tossicodipendenze.”

I relatori hanno sottolineato che risposte efficaci richiedono un maggiore coordinamento tra istituzioni e società civile e che gli attori umanitari, come la Croce Rossa, possono svolgere un ruolo chiave per il raggiungimento dei soggetti più in difficoltà e facilitare il loro accesso alle cure.

Bisogna puntare sul continuum delle cure per non perdere per strada gli utenti che iniziano un percorso terapeutico. Solo attraverso un allineamento dei vari interventi socio-sanitari, troppo spesso frammentati e in competizione tra loro, si può migliorare l’aderenza alle cure. Bisogna poter dare continuità a tutti gli interventi come facciamo a Villa Maraini: dal lavoro in strada, allo screening delle IST, dall’accompagnamento alle strutture sanitarie, ai percorsi di trattamento che includano varie soglie, fino al recupero e reinserimento sociale”, ha dichiarato Massimo Barra.

In questo contesto, il Rome Consensus 2.0 è stato indicato come uno strumento pratico, e non solo teorico, per colmare il divario tra politiche e implementazione. Un importante sostegno è arrivato dalla rappresentante del Ministero della Salute Ellenico, Foteini T. Koulouri, che ha espresso pieno supporto all’iniziativa e annunciato l’intenzione di presentare formalmente il Manifesto del Rome Consensus al Ministro della Salute. Ciò renderebbe la Grecia il primo governo a sostenere ufficialmente il Manifesto umanitario, segnando un passaggio chiave nel collegare l’azione umanitaria alle politiche nazionali.

La discussione è stata ancorata alla pratica grazie all’intervento del Antonios Avgerinos, che ha presentato il modello di outreach comunitario della Croce Rossa Ellenica, capace di raggiungere migliaia di persone vulnerabili ogni anno attraverso test rapidi e unità di strada, supporto psicosociale e servizi di referral. Come ha affermato: “l’emblema della Croce Rossa è uno degli strumenti più potenti per costruire fiducia in contesti sensibili: significa offrire sicurezza, dignità e protezione e dovrebbe essere utilizzato anche per questa sfida umanitaria globale per andare incontro alle milioni di persone con disturbi da abuso di sostanze.”

È stato inoltre riconosciuto il ruolo essenziale dei volontari nel raggiungere le popolazioni marginalizzate e collegarle ai servizi di cura. Come sottolineato da Mauro Patti: “Siamo qui anche per dire ai nostri partner governativi e non governativi che, se adeguatamente formati e supportati, i volontari della Croce Rossa possono svolgere un ruolo fondamentale nel prevenire la diffusione di infezioni sessualmente trasmesse e nel prevenire morti da overdose attraverso la riduzione del danno .”

Nelle sue conclusioni, il Massimo Barra ha ribadito il principio fondamentale che guida il dibattito:
Humanitarian Drug Policy significa mettere le persone al centro, trattarle con compassione, facilitare l’accesso alla terapia e costruire sistemi che rispondano ai bisogni reali, non all’ideologia.”

La voce della Croce Rossa sulla scena globale: intervento in plenaria alla CND

Massimo Barra è intervenuto inoltre in plenaria a nome della FICR, portando una chiara prospettiva umanitaria nel dibattito politico globale, spesso schiacciato da approcci securitari. Il suo intervento ha sottolineato la necessità di superare le polarizzazioni, promuovendo una comprensione condivisa della riduzione del danno e maggiori investimenti nei servizi terapeutici. Ha inoltre presentato il Rome Consensus 2.0 come ponte tra policy e pratica, avvertendo che i recenti tagli ai finanziamenti per programmi di riduzione del danno e trattamento rischiano di compromettere decenni di progressi nella salute pubblica e nella protezione sociale.

Rome Consensus 2.0 in azione: contributo al dialogo globale

La comunità del Rome Consensus 2.0 ha contribuito attivamente all’organizzazione di diversi side events ufficiali, offrendo sponsorship ad altri 4 eventi di alto livello (flyers e foto allegati), intervenendo con i propri rappresentanti e dimostrando la propria rilevanza operativa.

Gli altri panel a cui ha partecipato il team RC2.0:

  1. Policy Preparedness and Comparable Evidence (Knowmad Institut)
    Ha affrontato le lacune nella governance globale delle droghe dovute a sistemi di ricerca frammentati e non comparabili.
  2. Ten Years Since UNGASS 2016 (International Association for Hospice and Palliative Care)
    Si è concentrato sugli strumenti per supportare gli Stati Membri nell’accesso ai medicinali controllati e cure palliative e nell’implementazione equilibrata delle politiche pubbliche.
  3. A Common Goal: Multi-Approach Drug Strategy (ARTM-World Federation Against Drugs)
    Ha promosso approcci integrati che combinano prevenzione, riduzione del danno, trattamento, recupero e applicazione proporzionata della legge.
  4. Meeting People Where They Are (World Federation of Therapeutic Communities)
    Ha evidenziato la convergenza tra approcci di riduzione del rischio e quelli orientati al recupero attraerso le comunità terapeutiche, rafforzando il modello del continuum of care.

Il Manifesto del Rome Consensus 2.0 oggi:

  • adottato da oltre 800 organizzazioni ed enti pubblici e privati nel settore di servizi socio-sanitari,
  • provenienti da oltre 70 Paesi nel mondo,
  • utilizzato come piattaforma comune di advocacy e implementazione a livello nazionale e internazionale di soluzioni umanitarie al problema dell’abuso di sostanze.

Decine di attori locali e internazionali utilizzano attivamente il RC2.0 per orientare politiche, sviluppare programmi e promuovere partenariati, a livello locale e nazionale, allineati ai principi umanitari del Manifesto grazie al lavoro di advocacy della RCRC Partnership on Substance Abuse che ne rilanciato e rinnovato l’iniziativa, trasformandola in una piattaforma di valori e best practice internazionale non solo per il network di CRMR ma anche per gli attori esterni.

Conclusione

Nel corso della missione è stato dimostrato che l’approccio umanitario alle politiche sulle droghe non è più marginale, ma sempre più centrale nel dibattito globale e nel linguaggio delle associazioni che utilizzano sempre di più  questa formula nelle proprie strategie e nei propri interventi pubblici, segnando un punto di svolta

La delegazione ufficiale della FICR era composta da 11 rappresentanti:

Gabriela Poller-Harting (IFRC Permanent Observer to UN in Vienna)
Massimo Barra (Chair of the RCRC Partnership on Substance Abuse)
Antonios Avgerinos (President of the Hellenic RC)

Mauro Patti (President of the RCRC European Network on HIV, TB, Hepatitis, Substance Abuse ERNA)
Peter Kaiser (Deputy Secretary General of the Austrian Red Cross)

Thaleia Fonazaki (Head of International Relations of the Hellenic RC)

Stefano Spada Menaglia (Communication Officer RCRC Partnership on Substance Abuse)

Niklas Schierhacl (Volunteer, Austrian Red Cross)

Nino Gassner (Volunteer, Austrian Red Cross)

Matthias Hietsch (Volunteer, Austrian Red Cross)

Eszter Katona (Volunteer, Austrian Red Cross)

 

A cura di Stefano Spada Menaglia

Area Comunicazione Fondazione Villa Maraini ETS