il racconto della volontaria Emma che ha voluto tenere un corso di disegno per alcuni utenti in cura al nostro Servizio Psicoterapeutico Osservazione e Trattamento:

Ho tenuto un corso di disegno, per la prima volta nella mia vita, quest’anno a Villa Maraini. Villa Maraini è un luogo molto speciale per me, ha aiutato la mia famiglia a stare bene ed uscire da una serie di anni bui. Ho conosciuto diverse operatrici e operatori, psicologhe e psicologi, alcune/i tra i quali sono fortemente presenti nel mio cuore e nei miei ricordi.

Sono entrata in contatto con Villa quando una persona splendida e speciale della mia vita, che amo moltissimo, ha avuto bisogno di aiuto. Oltre ad essere particolarmente fiera di questa persona, dell’impegno che ci ha messo nel prendersi la responsabilità di guarire e voler essere felice, sono riconoscente ed affezionata a tutte le persone che lavorano insieme nella struttura.

Tutte/i attraversiamo sentieri tortuosi, ed abbiamo la possibilità ed il bisogno di chiedere aiuto. Se ognun di noi deve accettare di essere sola/o e doversi amare, trattare con cura, è anche vero che l’essere umano è un animale sociale, ed ha bisogno dell’altro, della compagnia, dell’insieme. Noi riusciamo da sole/i e con le altre persone, personalmente penso che questo sia uno dei complessi insegnamenti che Villa Maraini condivide.

Oltre alla difficoltà nell’accettazione e del tempo passato a vivere e a riconoscersi come esseri umani in quanto tali – a prescindere dai ruoli che ricopriamo – Villa insegna a stare nel presente, a contatto con le nostre emozioni e quelle degli altri. Le studentesse e gli studenti con cui ho avuto il piacere di condividere il tempo in questi mesi sono, oltre che particolarmente dotate/i, per me speciali. Mi sono affezionata intensamente ad ognun di loro. Osservare i diversi caratteri, il loro spronarsi a vicenda o condividere le critiche costruttive (e quelle ironiche), ma soprattutto vederle/i impegnarsi e creare fantastici disegni, è stata per me fonte di grande gioia, orgoglio e soprattutto felicità. Poter vedere nascere dal potenziale un risultato ottimo è una grande soddisfazione per un insegnante, ma vederle/i immergersi nel proprio lavoro, con dedizione e concentrazione, nonostante le difficoltà, è stata la parte migliore di queste nostre giornate trascorse assieme.

Io osservavo attentamente ognun di loro, alcune/i già disegnavano molto bene, altre/i stavano prendendo una matita in mano per la prima volta dopo molto tempo. Ricordo attentamente le loro facce, nei momenti più complicati o quelli più spensierati. Facce concentrate, serie poi tristi. Arrabbiate, improvvisamente felici, ma sempre, rimanendo unite/i. Ricordo i dibattiti, gli spunti presi da nozioni di musica o storia dell’arte. Ricordo tante risate e a volte momenti di agitazione.

Loro non potevano sapere quanto attentamente guardavo, ma i miei occhi erano fissi sulle espressioni e non sulle mani che nel frattempo, avidamente consumavano il foglio, con la ferocia di chi, persa/o nel proprio mondo e senza neanche accorgersene, poi si mostra. E tutto ciò che ho visto sono stati dei bei volti, profondi, poi seri, poi sereni, fissare a lungo quel foglio, poi nuovamente alzare la testa, sorridere. Prima ancora del risultato a prescindere dal loro tratto, ho trovato l’amore fra noi in quell’aula. Quei banchi sono diventati terreno speciale del tempo e del luogo vissuti con tutte le drammaticità che questo a volte comporta. Il rituale mattutino, dei saluti, del tirare fuori il materiale, della loro volontà di conoscere ed esplorare: “Che cosa ci hai portato di nuovo oggi, Emma?”. Io a volte impallidivo, cercavo di stare al loro passo attivo e volenteroso nell’imparare. Abbiamo svolto un programma complesso, studiando la forma, il volume, la luce, il contesto, passando per il chiaro-scuro dell’oggetto come può essere un vaso, sino ad arrivare alla complessità di un volto. Attraversando la scrittura creativa, il fumetto e anche l’animazione,ognun di loro è stata/o capace sia di studiare le proporzioni e disegnare dal vivo, che perdersi all’interno di un mondo fantastico, il proprio. Io non so come girino la sfortuna e la fortuna nella vita, come sia capitato di incontrarci, ma credo nella terapia e nella volontà di essere consapevoli, di accettare, di crescere insieme e a volte cambiare un destino che sembra già essere scritto. Durante il processo di individuazione noi cambiamo perché, ci discostiamo da qualcosa che ci è stato insegnato, ma che non ci appartiene e troviamo il nostro vero sé, per ricongiungerci infine con qualcun che siamo sempre state/i in parte, ma anche scoprirci cresciute/i e cambiate/i, in nuovi lati che di noi non conoscevamo prima. Questo mondo, di cui a mano a mano scopriamo ed esploriamo l’esistenza, è stato il fulcro del corso, attorno al quale sia io che le mie studentesse/i miei studenti, sin anche le operatrici, gli operatori, le psicologhe, gli psicologi e tutto lo staff medico, orbitiamo costantemente nelle nostre vite, cercando di tenerle insieme. Questa è stata per me Villa, tutte le persone che la compongono. Oltre ad un sincero e profondo ringraziamento dal cuore, voglio lasciare un augurio, il migliore possibile, per tutte e per tutti. Tempo fa un operatore di Villa che conoscevo e al quale ero particolarmente affezionata, mi parlò al telefono. In quel periodo stavo passando un momento doloroso. Lo chiamai e gli chiesi che cosa dovessi fare, perché proprio non lo sapevo, mi sentivo persa.

Lui mi rispose, e con calma profonda mi disse: “Emma! Devi vivere.” Io ti ho preso in parola e anche oggi, onoro la nostra promessa.

Allora viviamo insieme. Con tutto l’amore, la gioia e consapevolezza di cui sono capace” Emma

 

a cura di Stefano Spada Menaglia

Area Comunicazione Villa Maraini-Croce Rossa Italiana